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Igino Alunni così scrive:
"La pizza che se fa' a Civitavecchia

sotto la Pasqua, è cosi combinata:
zucchero, ova, cannella, cioccolata,
vino speciale de riserva vecchia;
Ricotta, farina, anice stellata,
e su base de 'na ricetta vecchia,
olio de semi, burro e poi 'n 'antecchia
d'arkermes e vaniglia zuccherata.
Da secoli la fanno i pasticceri,
donne de casa e pure li fornari,
perchè sia cosi bona 'nso misteri.
E quanno la magnamo a colazzione,
pe' Pasqua, assieme a li nostri
famijari,
ce s'empie er core de sodisfazione".
Io,
quale Delegato dell'Accademia
Italiana della Cucina, insieme al
Dr. Carlo De Paolis,
Vice Delegato, abbiamo voluto
codificare, con atto notarile
redatto dal Notaio Dr. Mario
Sconocchia il 21 Aprile 2000,
l'originalità della tradizione
storica civitavecchiese della
Pizza di Pasqua con la seguente
trascrizione che si riporta
dall'atto originale:
"… considerato dopo varie indagini
di natura storico-religiosa,
sociale, commerciale e
folcloristica che il tradizionale
dolce locale denominato "Pizza di
Pasqua di
Civitavecchia" viene preparato e
consumato a Civitavecchia da tempo
immemorabile
fino ai giorni nostri in occasione
della ricorrenza annuale di Pasqua;
• tenuto conto che il dolce in
parola viene degustato, per antica
usanza, anche in altre
città dell'Italia centrale ed in
particolare a Roma, in occasione
della tradizionale colazione
del giorno di Pasqua, come fa fede
la prestigiosa testimonianza dello
scrittore e critico
d'arte Prof. Mario Verdone: "Sulla
tavola apparecchiata sono già pronte
le tazze
fumanti del cioccolato. Inoltre
pizza di Civitavecchia - dove
prevale il sapore degli anici •
salami di diverse qualità, già
tagliati, dominata dalla corallina,
e vassoi di uova sode. Tra
poco arriverà un altro piatto
tradizionale, che è ancora sul
fuoco: coratella e carciofi" (Mario
Verdone, Moccoletti romani, Roma
1988, p. 29 ); • rilevato come
spetti agli esperti dell'Accademia
Italiana della Cucina difendere e
affermare il valore di questa
illustre ricetta storica
riconoscendo e certificando gli
ingredienti componenti e le
caratteristiche e lasciando
viceversa la determinazione delle
proporzioni quantitative alla
sensibilità ed alla sapienza di
coloro che si cimentano nella
realizzazione del cibo.
• La Delegazione di Civitavecchia
dell'Accademia Italiana della Cucina
è venuta nella
determinazione, col presente atto
solenne ed ufficiale, di codificare
definitivamente
ingredienti e caratteristiche della
"Pizza di Pasqua di Civitavecchia"
nel seguente
modo, perché in ogni opportuna sede
ne venga fatto buon uso:
a) ingredienti:
• farina di grano tenero; uova;
lievito naturale (consentito
l'impiego o l'aggiunta del lievito
di birra); zucchero; burro; strutto;
cannella; semi di anice; latte; vino
o vermouth; rum o alchermes;
vaniglia;
b) caratteristiche:
• classica forma di basso cilindro
con un possibile leggero
rigonfiamento della superficie
superiore, del peso compreso tra i
mille e i millecinquecento grammi;
c) cottura:
• in forno nelle apposite teglie
circolari.
Pertanto… ecc. ecc.
Si riporta la ricetta trascritta a
pag. 128 sul mio libro La Cucina
Civitavecchiese:
Ingredienti: n° 5 uova, gr.800 di
zucchero, gr. 100 di burro, gr. 50
di strutto, gr. 35
di lievito di birra, gr. 500 di
pasta di pane, fi bicchiere di
latte, 1/4 di vino rosso o vermouth,
gr. 250 di ricotta, gr. 40 di
cannella, gr. 50 semi di anice, n° 2
bicchierini di rum o alchermes,
farina di grano tenero: quella che
l'impasto raccoglie.
Questa è la copia degli ingredienti
di una tra le antiche ricette
civitavecchiesi tramandate nel tempo
da madre in figlia. Con il passare
degli anni può essere avvenuta
qualche variante aggiungendo o
diminuendo le proporzioni delle
quantità, ma gli ingredienti devono
comunque restare gli stessi.
Preparazione:
battere bene le uova con lo zucchero
e un po' di latte caldo, sciogliere
il lievito di birra
e la pasta lievita e unire alle
uova, aggiungere il burro e lo
strutto molto ammorbiditi,
unire anche la ricotta e montare
ancora molto bene l'impasto
aggiungendo l'anice, già
tenuto a bagno in un bicchiere di
vino rosso o di vermouth. Unire
tutti gli altri ingredienti
eccetto la farina che verrà aggiunta
un po' alla volta seguitando ad
impastare a lungo finché l'impasto
non risulterà elastico e morbido.
Porre nelle teglie a bordi alti e
lasciare lievitare almeno 12 ore.
Prima di infornare passare
sulle pizze, con un pennello, l'uovo
battuto che renderà il colore più
lucente.
Infornare per circa 45 minuti a
170°.
- Nei ricordi di chi, come me, è
stato bambino durante la 2° guerra
mondiale e dopo,
quando l'escalation del consumismo
non aveva ancora fatto il suo
ingresso nello scenario
commerciale, non può sfuggire
l'immagine semplice e affaccendata
delle mamme e nonne che, la
settimana prima di Pasqua, erano
freneticamente indaffarate per
rispettare quella lontana tradizione
trasmessa loro di madre in figlia:
preparare la pizza di pasqua. |