Alcune
fonti storiche la fanno risalire
intorno all’anno mille, quando si
riteneva prossima la fine del mondo
e quindi era invalsa l’usanza di
sottoporsi a pesanti penitenze per
scontare i peccati e guadagnare così
il paradiso. Era denominata la
Processione degli Incappucciati
per il fatto che vi partecipavano
alcuni fedeli scalzi e ricoperti da
cappucci che coprivano il volto.
Altre informazioni fanno risalire
questa pratica penitenziale
all’avanzato Medio Evo.
Il frate domenicano J.B.Labat, a
Civitavecchia nel 1710, scrive che
la Processione del Cristo Morto si
effettua con la partecipazione di
penitenti incatenati e che si
fustigano con “grande effusione di
sangue”.
Altre notizie in merito a questa
Processione vengono ricondotte al
corteo che si svolgeva in occasione
della liberazione del condannato ad
opera e con l’intervento
dell’Arciconfraternita del Gonfalone
che oggi organizza la sacra
manifestazione.
In ogni caso questa forma di pietà e
di penitenza ha origini antiche e
radicate nel popolo che ancora oggi
partecipa numeroso alla Processione
del Venerdì Santo, sia personalmente
che come attento spettatore.
La sera, all’imbrunire, partendo
dalla Chiesa della Stella in Piazza
Leandra, sede dell’Arciconfraternita
del Gonfalone, comincia a sfilare
per le vie di Civitavecchia il
corteo che, composto da “11 quadri”,
è illuminato da torce e da lampioni
antichi e rappresenta il
trasporto funebre di Gesù dal
Calvario al Sepolcro.
La sacra rappresentazione racconta,
con le antiche statue di legno, la
Passione e Morte di Gesù che la fede
popolare contempla nei Misteri
dolorosi del Santo Rosario.
Tra una statua e l’altra sfilano,
portati da bambine vestite di
bianco, i cosiddetti “Misteretti”
che sono i simboli del martirio del
Redentore, come è raccontato nei
Vangeli.
Alla Processione partecipano circa
800 unità, assistite dai Confratelli
che per l’occasione vengono chiamati
“Sacrestani”. Tutti in raccoglimento
ed in preghiera e per circa due ore
si rivivono i momenti più dolorosi
della storia della Redenzione: la
Passione e Morte di Gesù.
Le autorità religiose, civili e
militari con il Gonfalone della
Città, chiudono il corteo.
Giovanni De Paolis
|