Scrivici Newsletter

Home

 
SPECIALE PASQUA 2008!
La via della Croce
Intervista al Vescovo
Arciconfraternita del Gonfalone
UNA CITTA' PIENA DI MUSICA!
di Pino Quartullo
INTERVISTA AL SINDACO
Gianni Moscherini:
la rinascita dei Rioni
CALENDARIO
Tutti gli eventi di gennaio/febbraio
PERSONAGGI
Franca Valeri festeggia i suoi
primi 60 anni di carriera
CONCORSO
"UN FILM PER CIVITAVECCHIA"
termine consegna elaborati e
serata conclusiva
LABORATORIO DI CINEMA
continuano gli incontri-lezioni di
sceneggiatura e regia alla
Scuola delle Arti
CIVITAFILM
presenta audizionionline
e patrocina il premio Totò
SCUOLA DELLE ARTI
nuovo laboratorio per attori
LA FONDAZIONE CASSA
DI RISPARMIO
la banca e gli incentivi alla cultura
PROGETTO SCUOLE-TEATRO
formazione e spettacoli
per le scuole
SIMONE CRISTICCHI
intervista di di Pino Quartullo
MUSICA
gli spazi della musica in città
LE BAND DI CIVITAVECCHIA
gruppi musicali emergenti
GLI STUDI DI REGISTRAZIONE
IN CITTÀ
COMESTO?
un originale concorso fotografico
CARNEVALE DI CIVITAVECCHIA
i nuovi rioni in parata
STORIA
Il Forte Michelangelo 
compie 500 anni
LA SOCIETÀ STORICA
CIVITAVECCHIESE
le molte attività dell’associazione
nuovo libro sulla storia della città
UNA CASA EDITRICE IN CITTÀ
prospettiva editrice
L’ASSOCIAZIONE IL MOSAICO
informazioni sull’attività
BLUE IN THE FACE
presenta la sua stagione teatrale
SI APRONO I CANTIERI
PER UNA NUOVA ESTATE
Pino Quartullo apre i lavori
NEL PROSSIMO NUMERO
anticipazioni
TUTTI I NUMERI DI
W CIVITAVECCHIA!
  novembre 2007
  dicembre 2007
  gennaio 2008
  febbraio 2008
  marzo 2008

 


Mons. Carlo Chenis, oltre ad essere l’amabilissimo
Vescovo della nostra comunità, è un esperto di arte sacra. Già all’inizio degli anni ’90 ha curato pubblicazioni sui beni culturali della Chiesa, ritenendo necessario ricomporre le arti in un unico sistema articolato e dinamico, così come vuole la ritualità cristiana. Sia nella sua attività accademica in varie università, sia nei suoi ruoli istituzionali nella Santa Sede e in Organismi civili, ha promosso convegni e mostre tematiche, ha pubblicato numerosi articoli e curato studi, ha seguito la realizzazione di architetture e di opere artistiche ordinate in particolare al culto cristiano.

In base a quali elementi si può definire un’opera d’arte sacra?

C’è da premettere che il termine “sacro” va riferito all’arte in quanto tale e non solo all’arte che abitualmente appelliamo “sacra”, perché religiosa. Un’opera d’arte davvero bella si separa e ci separa dal banale, per cui diventa “sacra”, cioè “separata”. In tal senso sublima e purifica. Quando è destinata al culto tale effetto accompagna la scoperta della presenza del divino, così che la contemplazione estetica diventa estasi mistica. Allora, un’opera è sacralmente bella se il suo splendore è sostanziale e non apparente, così da emozionare per il suo contenuto che ci riporta al desiderio di un creazione congiuntamente bella e buona, così come l’ha inventata Dio e così come dobbiamo viverla noi.

Nella nostra città quali sono le opere di arte sacra che Lei ritiene più interessanti?

Il tesoro di Civitavecchia è sepolto in una sorta di nichilismo estetico, provocato da una brutta urbanistica. Ma il tesoro esiste, così che la sua memoria deve attizzare la nostra immaginazione. Memoria dell’influenza etrusca, delle vestigia romana, della strutturazione medievale, della compostezza rinascimentale, delle evoluzioni barocche. Poi la rovina bellica che ha causato l’eclissi del bello. Permane, tuttavia, la forza della gente e la bellezza delle reliquie. Forte Michelangelo, la Rocca, la Chiesa della Morte, i viottoli affastellati nel centro storico sono segno e stimolo per una rinascita. E il mare! Che dire di questo mare che ha generato Civitavecchia nella sua vocazione portuale? Perché non far rispecchiare in esso una città ordinata, il cui nitore ci rieduca ad un maggiore senso civico e ad una recuperata spiritualità cristiana?

L’impegno con la nostra diocesi Le permetterà di portare avanti la Sua attività
nell’ambito delle arti figurative?

Più che alle arti figurative il mio interesse è andato ai beni culturali. Questo perché sono convinto che l’arte va recuperata nella sua complessità di situazioni e nel suo valore di bene. L’arte, infatti, non è un investimento commerciale o un prodotto singolo, è un bene globale che rende più bella la quotidianità. Se abbiamo a disposizione una città più bella, scuole più belle, ospedali più belli, piazze più belle, cimiteri più belli e perché non anche chiese più belle, sapremo recuperare serenità e impegno. Architettura e arte sono la prima agenzia educativa che, da una parte, mostrano il livello di civiltà, dall’altra, lo incrementano.

Lei ha già avuto esperienze, in altre città, di allestimenti teatrali di carattere
religioso?

In questi anni si stanno riscoprendo le drammatizzazioni sacre. Di tanto in tanto ho partecipato con mio diletto spirituale ad eventi di questo genere. Soprattutto è stata la Sardegna a procacciarmi tali emozioni. Per quasi vent’anni ho celebrato nel nuorese i riti della settimana santa, dove melodie arcane accompagnavano le mie meditazioni dinanzi alle sacre rappresentazioni sulla passione e morte di Cristo. Ne derivavano riti commossi, in cui tutti erano attori e oranti. Un vero happening collettivo di buon profilo tanto religioso quanto artistico.

Questa nostra “Via della Croce” curata da Marcello Sambati si basa su testi di Turoldo che so essere tra i Suoi autori preferiti. Cosa ne pensa di questo allestimento e quale potrebbe essere la sua funzione?

Non posso se non plaudire all’iniziativa che Tu hai promosso. Essa conduce ad una riappropriazione spirituale e collettiva della città. Non più vie da percorrere per spostarsi freneticamente o con noia da una parte all’altra, ma vie in cui incontrarsi per pregare con diletto e con profitto. Obiettivo che possiamo raggiungere insieme con l’aiuto di una buona sceneggiatura stigmatizzata dalla poesia mistica di Turoldo e dal dramma sofferto della quotidianità. Questo significa meditare sulla Via Crucis di Gesù, oltre che sulle nostre e altrui croci!

 

 

direttore
Pino Quartullo
direttore responsabile
Barbara Bordicchia
coordinatore generale
Piero Pacchiarotti
editore
Civitafilm
Via Buonarroti, 174
Civitavecchia
tel. e fax 0766.26711
e.mail: info@civitafilmcommission.it
progetto grafico
Graphis Studio
progetto grafico WEB
Angelo Cannatà
foto archivio privato
Fotoarte Mazzoldi
in redazione
Robert Vignola
Piero Pacchiarotti
Angelo Cannatà
 
hanno collaborato
Stefano Borghetti
Annarita Cercelletta Hintermann
Alessandro Costanzi
Valentina De Giovanni
Gianni Fusini
Roberta Galletta
Massimo Leonori
Fabrizio Luciani
Si ringrazia la Fondazione Cassa di Risparmio di Civitavecchia per il contributo a WCivitavecchia!