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Il Sesto Volume della Storia di Civitavecchia La
prima guerra mondiale e il fascismo di Enrico
Ciancarini ha il merito di indagare con dovizia di
particolari un periodo della storia della nostra città
fino adesso mai approfondito per ragioni storiche.
È difficile, infatti, per uno storico, studiare e analizzare un periodo troppo
vicino alla contemporaneità
nella quale si trova a vivere chi scrive delle storie cittadine, poiché molto
spesso il
necessario distacco dagli eventi appena trascorsi risulta arduo da raggiungere.
I testi fino a oggi a disposizione di chi voleva avvicinarsi alla storia di
Civitavecchia non si
erano spinti infatti oltre il primo decennio del XX secolo: la storia di
Civitavecchia di Carlo Calisse,
pubblicata nel 1936, arriva infatti al plebiscito del 2 ottobre 1870, mentre
l’ultimo volume della
Storia di Civitavecchia di Toti-Ciancarini, pubblicata nel 2003, arriva alla
vigilia della Grande
Guerra. Questo volume analizza in quasi 300 pagine, oltre vent’anni di storia
civitavecchiese
ma lo fa con un’accuratezza e una precisione che quasi va oltre il racconto
storico, coinvolgendo
il lettore in prima persona nei racconti della vita quotidiana della città.
Dunque la mancanza nella storiografia di Civitavecchia di un attento studio di
questo periodo
così breve ( 1915-1939) è ampiamente colmata dall’ approfondimento del giovane
storico locale
che, avvalendosi di notizie ufficiali ma anche di recuperi di preziosi documenti
presso archivi
pubblici e privati e biblioteche e collezioni di materiali inediti, è riuscito a
condurre per mano
il lettore lungo un percorso della storia di Civitavecchia originale e
cronologicamente a noi vicino,
e proprio per questi motivi fonte di opinioni e atteggiamenti contrastanti.
Il periodo in questione è infatti legato agli anni della dittatura fascista in
Italia e a Civitavecchia,
ma anche agli arditi del popolo e all’antifascismo, al periodo più fervido per
le attività legate al
porto ma anche al mancato sviluppo della città dovuto, come accennato da Odoardo
Toti nella
sua prefazione, “all’opprimente vicinanza con Roma e alla povertà
dell’entroterra”.
Nella sua dedica, Enrico sottolinea il suo “legame con questa città,
Civitavecchia, così difficile
da amare”: sono parole di un messaggio forte e chiaro di chi, tanti come lui,
soffrono nell’aver
studiato le importanti vicende storiche di Civitavecchia e contemporaneamente
nel vedere ancora
oggi la città arrivare sempre ad un passo dagli obiettivi strategici per la
collettività che non
si centrano, ma ai quali si continua a tendere e a credere.
Perché amare una città come Civitavecchia implica per forza di cose sofferenza e
privazione
ma sono proprio questi elementi che, grazie soprattutto ad un passato gloriosissimo che è sempre
presente nei contributi, come quello di Enrico Ciancarini, rendono ancora più
forte e più
intensa la voglia di alzare lo sguardo e proiettarlo sempre in avanti.
Il libro è consultabile presso l‘archivio Storico di Civitavecchia, sito
nell’antica struttura
dell’Ospedale Vecchio in Piazza Calamatta.
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